Doppio battente, triplo battente, risparmio energetico. Il comfort casalingo nel 2021 è davvero elevato, ma non è sempre stato cosi.
Se partiamo dalle grotte, primo rifugio dei nostri antenati, è inutile dire che le stesse non presentassero chiusure. Vi era solo una porta d’entrata, monitorata costantemente per sicurezza dagli uomini più forti della tribù o comunque della famiglia, che venivano chiuse nel miglior modo possibile grazie a pelli e legno.
Ma se passiamo dal “rifugio” alle prime vere strutture abitative, ecco che fanno capolino le prime finestre.
Le prime chiusure infatti erano più simili a scuri, che andavano a chiudere quelle aperture naturali e non, e che servivano per far entrare la luce, di giorno, e non fare entrare animali ed altri ospiti indesiderati la notte.
In questo periodo si sviluppa anche la finestra per ricambio aria, o comunque favorire la ventilazione, soprattutto in quelle regioni più calde.
Se rimaniamo in Italia, pensiamo ai Nuraghe, dove fenditure nella pietra erano chiuse, pare, da pelli animali.
Solo con l’arrivo del vetro, e dobbiamo fare un salto in avanti di migliaia di anni e “atterrare” nel nostro viaggio virtuale all’epoca Romana, nascono le prime (piccole) vetrate che permettevano allo stesso tempo l’ingresso della luce e la chiusura dalle intemperie. Furono i Romani infatti a portare avanti la tecnica del soffiaggio del vetro, e quindi dell’utilizzo dello stesso anche in ambito edile.
Con il crollo dell’Impero Romano e una regressione del progresso, secoli di stallo non portarono a grandi innovazioni.
Non solo, nel periodo medievale, le finestre all’interno delle fortezze erano quasi inesistenti, sostituite il più delle volte da piccole aperture o feritoie.
Presenti solo negli edifici religiosi, dove spesso queste finestre dipinte raccontavano attraverso a figure la vita o le parabole dei santi a tutti coloro che frequentavano la messa.
Bisogna quindi aspettare Rinascimento, per vedere davvero le prime grandi realizzazioni. Nei palazzi dei grandi nobili e proprietari terrieri, grandi finestre a vetro spesso decorato, facevano la loro figura.
Nello stesso periodo cominciano i progressi che porteranno ad avere finestre come oggi le conosciamo, rettangolari, a doppia anta, munite di scuri esterni. Sarà solo con l’industrializzazione e il miglioramento tecnologico che le finestre a vetri diventeranno di largo utilizzo.
Fino al secondo dopoguerra del ‘900, la struttura della finestra viene realizzata prevalentemente in legno. L’avvento dell’alluminio diventa il metallo maggiormente utilizzato nella creazione degli infissi.
Il continuo progresso tecnologico, ha dato la possibilità di creare prodotti sempre più performanti anche con materiali innovativi ed alternativi.
Il PVC infatti ha un costo minore dell’alluminio. Ad oggi la durata nel tempo di questo materiale risulta minore di un prodotto in alluminio o in legno, ma il continuo investimento in ricerca, sta permettendo di ridurre notevolmente il gap.
Facendo un rapido excursus nei secoli insomma, siamo passati dalle pelli alle pareti a materiali performanti che permettono di mantenere il caldo e il freddo all’interno della nostra abitazione, del nostro ufficio, di ogni struttura, permettendo un benessere fisico e un risparmio energetico importante.
Si stava meglio quando si stava peggio, dice un vecchio adagio. Forse.