L’installazione di una portafinestra è una soluzione prevalentemente utilizzata per dividere la zona interna di una casa (o di un locale) da quella esterna, che può essere quindi un giardino o un balcone.
In altri casi tuttavia, può essere utilizzata anche all’interno degli ambienti per dividere diverse zone, come ad esempio la cucina dalla zona giorno.
Nel caso di un’installazione a contatto con l’esterno i vantaggi sono di due tipi: estetici e relativi agli ingombri.
Una portafinestra vetrata scorrevole infatti ha molto spesso un impatto scenografico importante sull’interno degli ambienti, creando una sensazione di continuità con l’area esterna e donando luminosità e percezione di ampiezza.
Riguardo agli ingombri, invece, eliminare lo spazio necessario alle ante battenti per aprirsi può essere la soluzione che molti cercano per ottimizzare il layout di una stanza.
Ma come fare a scegliere la portafinestra più adatta alle proprie esigenze?
Sono vari gli elementi di cui tenere conto nella scelta di una portafinestra scorrevole che per dimensioni e caratteristiche ha anche un costo più elevato rispetto ad altri tipi di infissi e su cui, quindi, è meglio evitare di commettere errori.
Innanzitutto esistono, come per gli altri infissi, diversi materiali tra cui scegliere ovvero legno, alluminio e PVC o combinazioni degli stessi, ad esempio facendo scelte diverse per la parte esposta all’esterno e quella interna.
Questa valutazione va fatta tenendo conto dell’effetto estetico che si vuole ottenere, del budget a disposizione, delle caratteristiche intrinseche di durevolezza del materiale ma anche del grado di esposizione alle intemperie e ai raggi solari. Ad esempio il caso di un balcone riparato da un tetto è molto diverso da quello di un giardino, allo stesso modo in cui è differente l’irraggiamento solare su un lato della casa disposto a sud rispetto a quello di uno disposto a nord.
Inoltre vanno considerate le caratteristiche di efficienza energetica in merito all’isolamento termico ma anche le prestazioni in tema di protezione acustica, tenendo conto delle proprie necessità. Ad esempio una casa di campagna avrà ovviamente meno problemi di rumore rispetto a un appartamento in centro città.
Un altro elemento da considerare è la resistenza anti-effrazione, anche qui commisurata al livello di esposizione dell’apertura in questione: un balcone al quinto piano sarà meno accessibile di un giardino a piano terra. Non da ultimo, è possibile tenere conto nella propria valutazione, del livello di resistenza ignifuga.
Oltre a tutto questo bisognerà poi scegliere anche lo specifico meccanismo tecnico di apertura, decidendo tra sistema alzante e traslante.
Uno scorrevole alzante, come si può intuire dalla parola stessa, ha un meccanismo di apertura che prevede il sollevamento dell’anta, che scorre su un binario parallelo alla parte fissa, ma collocato su un piano diverso.
Si tratta di un sistema particolarmente adatto alle vetrate più grandi perché permette di alleggerire il peso percepito, aumentando maneggevolezza e facilità di utilizzo.
Inoltre garantisce un impatto estetico molto in linea con il gusto minimal prevalente negli ultimi anni, perché la soglia è molto poco visibile e la parte vetrata riesce ad occupare quasi tutta l’ampiezza del foro dedicato al serramento.
Lo svantaggio è il costo, che spesso è superiore rispetto all’altra soluzione, quella dello scorrevole traslante.
Quest’ultimo funziona così: l’anta mobile è situata sullo stesso piano di quella fissa, ma per scorrere viene spostata (appunto “traslata”) verso l’interno grazie a un meccanismo meccanico composto da carrelli e guide. Questo consente anche la tipologia di apertura a ribalta, impossibile nell’altro sistema.
Anche la tenuta agli agenti atmosferici e le prestazioni di isolamento per la natura della tipologia di apertura sono sulla carta migliori, anche se – anche per i sistemi alzanti – i modelli più avanzati non presentano particolari problemi da questo punto di vista.
Gli svantaggi dei sistemi traslanti sono, dall’altro lato, la presenza di una guida inferiore più alta che rappresenta una barriera architettonica e che riduce l’effetto minimal e l’impressione di continuità con l’esterno offerti dall’altra soluzione.
Ad ogni modo, qualunque sia la scelta che si decide di effettuare, ciò che fa veramente la differenza sul risultato finale è la qualità dei materiali, della realizzazione, del montaggio. Un infisso realizzato male, qualunque sia la sua tipologia, non potrà che creare problemi e disagi, se non veri e propri danni.
Per questo il consiglio, per i propri infissi, è sempre quello di affidarsi a professionisti esperti e competenti.
Per ogni esigenza o richiesta di preventivo, non esitate a contattarci.
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