Le finestre, si sa, possono anche diventare una “porta d’accesso” per malintenzionati che vogliono entrare nella nostra casa.
Molto spesso si investono somme anche importanti per porte blindate, e poi si vanno ad installare finestre che magari hanno una buona tenuta per quanto riguarda freddo e caldo, ma che a sicurezza lasciano molto a desiderare.
E’ chiaro che il più delle volte scuri, controfinestre o, per i più attenti alla sicurezza, inferriate possono tenere i malintenzionati al di fuori delle nostre quattro mura domestiche. Dall’altro lato, però, gli ultimi trend in materia di architettura hanno portato un’ondata minimal che predilige grandi vetrate e finestre, realizzate per portare luce, oltre che per una scelta legata al design. Queste ultime, ovviamente, non possono venire nascoste.
In questo caso quindi la scelta dei vetri sarà importantissima, affinché la nostra casa non abbia nelle finestre l’anello debole della sicurezza.
Spesso si confonde la parola “antisfondamento” con “indistruttibile”, o addirittura con “anti infortunio”.
I vetri anti infortunio, innanzitutto, nascono per dare sicurezza a chi si trova in casa: in caso di impatti distruttivi infatti, essi si crepano e non si frantumano in mille pezzi, un po’ come accade per il parabrezza dell’auto. Questo rende ben chiaro il fatto che si tratta di una caratteristica diversa dal “non rompersi mai”.
Per quanto riguarda i vetri anti effrazione, invece, esistono varie classi che identificano la resistenza.
Le 5 categorie che vanno da P1A a P5A identificano vetri non sicuri, con poca o nessuna protezione.
Nelle categorie P6B, P7B e P8B invece (attenzione alla lettera A oppure B) dopo il numero, troviamo i vetri sicuri.
I primi sono vetri che possono resistere, ad esempio, a un pungo o al lancio di sassi o oggetti. Se vengono però sottoposti a più colpi, possono lo stesso venire distrutti, permettendo così ai malintenzionati di accedere attraverso di essi.
Man mano che saliamo di categoria, ci spostiamo verso vetri sempre più sicuri, arrivando anche a quelli che conosciamo come “vetri anti crimine”, che sono quasi indistruttibili. Ovviamente, anche in questo caso, l’intensità e la frequenza dei colpi, uniti al tipo di oggetto e alla forza con cui vengono inferti, possono fare la differenza.
Rimane il fatto che rendono la vita più difficile a chi vuole provare a sfondarli, implicando un dispendio di energie e tempo e una produzione di rumore maggiori.
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